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Il consiglio comunale

PREMESSO CHE

  • il Comune di Monterenzio è impegnato nel potenziamento dei servizi extrascolastici ed educativi, sia a livello qualitativo che quantitativo, al fine di corrispondere alle esigenze della cittadinanza e garantire il pieno godimento del diritto;
  • da tempo è avviato un percorso di collaborazione tra maggioranza e minoranza consigliare, tra Comune, Scuola e Comitato dei genitori, attraverso le apposite commissioni e riunioni, alla ricerca di soluzioni che permettano di far fronte alle emergenze derivanti dalla contrazione degli organici del personale statale;
  • maggioranza e minoranza consiliare sono concordi nel testimoniare la forte preoccupazione rispetto ai tagli all’Istruzione e agli Enti Locali, che penalizzano fortemente il diritto allo studio e l’offerta formativa, e nell’impegnarsi a cercare insieme occasioni e sedi di confronto e di progettazione su questi temi;
  • gli assessori alla Scuola dell’Ambito territoriale n. 6 della provincia di Bologna hanno sottoscritto un documento unitario, presentato alla stampa e inviato agli organi centrali e periferici del Ministero dell’Istruzione, agli assessori regionale e provinciale e ai dirigenti scolastici dell’Ambito 6;

CONSIDERATO CHE

  • la riduzione degli organici disposta per effetto delle norme nazionali ha determinato situazioni di disequilibrio, soprattutto ai danni delle scuole con un solo corso, dove non sono presenti sezioni di tempo pieno, come nelle nostre due scuole primarie del Capoluogo e di Pizzano;
  • la riduzione degli organici del personale docente e non docente rende difficile garantire il tempo scuola di 30 ore a tutti gli alunni e l’assistenza alla mensa nei giorni di rientro;
  • è prevista una sola sezione di classe prima, presso la locale Scuola Secondaria di II Grado, con 31 alunni iscritti, dei quali 4 certificati e che tale soluzione contrasta sia con le norme sulla sicurezza, sia con la tutela dell’handicap e del diritto allo studio per la generalità degli studenti iscritti;

PRESO ATTO

  • che la richiamata contrazione degli organici ricade pesantemente sul bilancio comunale, per i previsti interventi sostitutivi, seppure limitati all’assistenza al pasto e al potenziamento del doposcuola;

  • che le incertezze facenti seguito alle decisioni degli uffici scolastici provinciale e regionale, in applicazione delle norme nazionali, stanno creando disorientamento nella cittadinanza e rendono difficile, per il nostro Comune, la programmazione della spesa per servizi scolastici ed educativi;

APPROVA E FA SUO

  • l’allegato documento sottoscritto dagli Assessori dell’Ambito 6 della provincia di Bologna;

INVITA LA GIUNTA E L’AMMINISTRAZIONE TUTTA

  • a manifestare nelle sedi opportune l’adesione al contenuto del richiamato documento;
  • a sostenere la ricerca di soluzioni di riequilibrio fra scuole della nostra Provincia, in modo da ridurre le sperequazioni che si sono determinate a vantaggio delle istituzioni scolastiche con elevato numero di sezioni di tempo pieno;
  • a coinvolgere i cittadini e la scuola nella ricerca di interventi compensativi praticabili, per ridurre i disagi che la richiamata contrazione degli organici determinerà alle famiglie degli alunni iscritti alle scuole del nostro Comune, rimanendo fermi nella convinzione che sia obbligo e prerogativa di Stato, Regioni ed Enti Locali adoperarsi per garantire un efficace servizio scolastico pubblico.

documento situazione scuola Ambito 6

Gli assessori all’Istruzione dei Comuni di:

Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano dell’Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena

riuniti in Conferenza Territoriale d’Ambito 6, in merito agli effetti prodotti dai tagli agli organici dei docenti e del personale ATA sull’intero sistema d’Istruzione Territoriale, poiché, ad oggi, non si prevedono risorse aggiuntive del personale in Organico di Fatto, denunciano la forte preoccupazione per la riduzione dell’offerta formativa, del pubblico servizio ed esprimono la loro contrarietà in merito alle scelte programmatorie compiute, che ritengono penalizzino fortemente alcune realtà più di altre.

Per il prossimo anno scolastico, purtroppo, la difficile situazione economica degli EE.LL., conseguenza dell’ultima manovra finanziaria e del Patto di Stabilità, non permetterà loro, come in passato, supplendo al ruolo dello Stato, di sostenere economicamente la Scuola Pubblica, garantendo così la risposta ai bisogni e alle richieste delle famiglie. A queste, perciò, sarà chiesto di contribuire economicamente al funzionamento delle Istituzioni Scolastiche Autonome.

La Costituzione prescrive l’obbligo scolastico come un impegno, da parte dello Stato, per garantire il diritto all’istruzione. Oggi questo diritto non appare più garantito, sia per il servizio scolastico in sé, sia per i servizi extrascolastici ad esso connessi che ne dovrebbero facilitare la fruizione.

In ogni territorio e nei comuni della montagna, più che altrove, la Scuola è il primo luogo di socializzazione, dell’incontro e della conoscenza dell’altro. La Scuola pubblica svolge sempre un ruolo fondamentale di coesione sociale e di promozione del senso di comunità.

Allarma, perciò, la consistente contrazione delle risorse di personale e finanziarie, per gli effetti negativi che produrrà sull’offerta formativa, sul tempo scuola e sui curricula di studi dei ragazzi.

Allarmano altresì:

Il congelamento delle sezioni a Tempo Pieno – un modello educativo che in questi anni ha rappresentato un punto di qualità della scuola pubblica – nonostante un aumento di richiesta da parte delle famiglie;

il congelamento dei posti di sostegno, nonostante un aumento degli alunni certificati, e la tendenza a formare classi con un elevato numero di alunni, in contrasto con gli Accordi di Programma e la normativa vigente (Legge 104/92);

la presenza nei territori di montagna di pluriclassi;

la soppressione delle attività laboratori ali;

la programmazione della rete scolastica non corrispondente ai bisogni e alle domande del Territorio, la formazione di sezioni e di classi che per numero violano le norme vigenti in materia di sicurezza,

il disconoscimento del tempo mensa come tempo scuola educativo;

la negazione del Diritto allo Studio per tutti quei giovani adulti usciti prematuramente dai percorsi scolastici e per gli stranieri, conseguenza dei tagli ai C.T.P.;

la riduzione del personale ATA che pregiudica il servizio delle pulizie e che, non potendo garantire un’idonea vigilanza degli spazi, compromette la sicurezza scolastica.

Questi gli effetti generati dalla cosiddetta riforma che preoccupa e sgomenta per le gravi conseguenze che avrà sulle comunità locali e sul futuro del Paese, che mette a repentaglio la qualità dell’intero sistema scolastico del Territorio.

A cosa pensare e su cosa insistere maggiormente per ridurre gli effetti negativi citati:

  • formazioni di classi con numero ridotto di studenti in presenza di allievi disabili;

  • numero sufficiente di insegnanti di sostegno così come richiesto dalle scuole;

  • finanziamenti adeguati alle Autonomie scolastiche per il pagamento delle supplenze;

  • attenzione e risorse dedicate alle scuole della montagna che, più di altre, rischiano una forte riduzione dell’offerta formativa e il conseguente impoverimento delle opportunità di sviluppo dei territori.

Presentato il 30 settembre 20101 dalla  minoranza consiliare e votato all’unanimità dal consiglio comunale:

Il consiglio comunale:

PREMESSO CHE:

  • il Comune di Monterenzio – con riferimento alla delibera della g.c. n. 38/2010 “approvazione dei criteri per l’accesso alle misure straordinarie promosse dal Comune di Monterenzio a favore delle famiglie per contrastare l’attuale crisi economica”, e in linea con le indicazioni della delibera di giunta regionale 1223/2009 con cui è stato approvato il programma straordinario a contrasto della crisi economica delle misure straordinarie e del Piano di Zona – ha cominciato ad attivare una serie di misure a sostegno delle fasce di popolazione più colpite dalla crisi;
  • è da tempo avviato un percorso di collaborazione tra maggioranza e minoranza consigliare, attraverso le apposite commissioni, finalizzato alla ricerca di soluzioni che incidano in modo efficace sui bilanci delle famiglie già pesantemente colpite dalla crisi economica;
  • gran parte delle Regioni, Province e Comuni italiani si stanno muovendo in maniera coordinata per manifestare preoccupazione per gli effetti del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito nella legge 122/2010, e dissenso verso alcune delle gravi misure che maggiormente incidono sui servizi ai cittadini;
  • si ritiene che il diritto/dovere alla partecipazione sia un valore assolutamente da promuovere, incentivare e sostenere;

CONSIDERATO CHE:

  • i tagli previsti da questa manovra economica proposta dal Governo riguardano principalmente gli enti locali, le province e le regioni, che non vengono messi nelle condizioni di ottimizzare le proprie risorse ma che si trovano nelle condizioni di dover scegliere quali fra i servizi di base offrire alla cittadinanza e quali sacrificare.
  • le conseguenze di questa manovra economica peseranno su quelle fasce di popolazione che, al contrario, avrebbero maggiormente bisogno del sostegno dello Stato, come i lavoratori, i giovani, gli anziani e le categorie protette.
  • anche questa amministrazione è stata messa in grave difficoltà nel poter garantire i servizi di base alla cittadinanza dalla manovra Tremonti.

PRESO ATTO

  • dell’aggiornamento delle “Strategie per il rilancio dell’occupazione e delle capacità produttive e professionali, per promuovere l’innovazione e lo sviluppo sostenibile, per aumentare le opportunità di nuovi lavori e per una nuova coesione sociale”, prodotto il 16 luglio 2010 dal “Tavolo istituzionale del Patto per attraversare la crisi”, promosso dalla Regione Emilia Romagna, ANCI, Legautonomie, UNCEM, UPI regionali, Unioncamere, Associazioni di Impresa e Organizzazioni sindacali dei lavoratori regionali, come da allegato,

INVITA LA GIUNTA E L’AMMINISTRAZIONE TUTTA:

  • a manifestare in maniera ferma e decisa il dissenso nei confronti dei provvedimenti governativi che colpiscono le fasce sociali più deboli e impediscono al Comune la possibilità di sostenere adeguatamente i propri cittadini;
  • nel rinnovare il proprio impegno in una più efficace organizzazione del lavoro, in un’ottica di riduzione di costi e sprechi, a valorizzare e rendere socialmente visibile il contributo dei propri dipendenti.
  • a considerare nella progettazione dei propri piani di sviluppo, indirizzi e iniziative volti alla lotta all’evasione fiscale, al sostegno dell’economia locale, dell’occupazione e dello sviluppo sostenibile.
  • a continuare a farsi carico di informare e sensibilizzare i propri cittadini attraverso l’organizzazione di incontri pubblici, per spiegare le conseguenze di questa manovra economica sul proprio sistema dei servizi, valorizzando così la fondamentale importanza e il senso della partecipazione civile.

 

Monterenzio 30/09/2010

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tavolo istituzionale del Patto per attraversare la crisi”

 

Aggiornamento delle strategie per il rilancio dell’occupazione e delle capacità produttive e professionali, per promuovere l’innovazione e lo sviluppo sostenibile, per aumentare le opportunità di nuovi lavori e per una nuova coesione sociale.

 

 

La Regione Emilia-Romagna, l’UPI, l’ANCI e la Lega Autonomie regionali, Unioncamere, le Associazioni Imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali regionali confermano gli indirizzi di metodo e di merito contenuti nel “patto per attraversare la crisi, salvaguardando capacità produttive e professionali, occupazione, competitività e sicurezza sociale – Accordo per interventi nei processi di crisi e ristrutturazioni, a salvaguardia dell’occupazione e per la gestione degli ammortizzatori in deroga previsti dall’intesa Stato-Regione del 12 febbraio 2009 e dall’Accordo tra la regione Emilia-Romagna ed il Ministero del lavoro della Salute e delle Politiche Sociali del 16 aprile 2009” (allegato A della deliberazione della Giunta Regionale 18 maggio 2009 n.692).

 

L’andamento della crisi ha confermato pienamente le ragioni del patto e dell’attenzione dedicata dal sistema nazionale e regionale alla tutela dei redditi dei lavoratori e delle famiglie, alla difesa e promozione dell’occupazione e alla garanzia del credito per le imprese, che ha ricevuto un supporto importante dal fondo straordinario di 50 milioni di euro per i Consorzi Fidi promosso dalla Regione.

 

I provvedimenti assunti in materia di CIGS hanno coinvolto dal 1° settembre 2008 al 31 maggio 2010, secondo i dati raccolti dal tavolo tecnico di monitoraggio (allegati al presente documento), 815 aziende e 60.187 lavoratori; al primo giugno 2010 720 imprese e 49.530 lavoratori hanno ancora una procedura aperta. Alla data del 1° giugno 2010 6443 unità produttive locali e 41.822 lavoratori sono stati autorizzati a fruire degli ammortizzatori in deroga. 18.600 lavoratori sono stati presi in carico dai servizi per il lavoro e inviati al sistema formativo.

 

Ciò nonostante le prospettive dell’occupazione si annunciano pesantemente critiche. Tra giugno e dicembre scadono gli accordi di cassa integrazione per 19.457 lavoratori; gli iscritti alle liste di mobilità fra il 2009 e il 2010 sono passati nei primi quattro mesi da 7.751 a 11.969; il tasso di disoccupazione ha toccato nel primo trimestre 2010 il 6,2%.

 

Pertanto le istituzioni e le parti sociali aderenti al patto convengono sulla necessità di richiedere la conferma, anche per il 2011 e 2012, delle condizioni nazionali e regionali che consentano alle imprese e ai lavoratori di ricorrere alle misure di cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga.

 

Le parti sottolineano in particolare la necessità di assicurare la continuità e la fruizione dell’utilizzo degli ammortizzatori in deroga, con riferimento alle modalità previste dall’Accordo Stato-Regione e dall’Accordo Regione e Ministero del lavoro, che stabiliscono parità di diritti nell’accesso agli ammortizzatori in deroga per chi è sprovvisto di qualsiasi ammortizzatore e per coloro che abbiano già utilizzato tutti gli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria.

 

Alla luce degli ultimi provvedimenti governativi e per migliorare l’azione della Regione nelle procedure per la concessione degli ammortizzatori sociali, compresi quelli in deroga, e negli interventi nelle crisi e ristrutturazioni, nonché per agevolare la nascita di nuove imprese, le parti convengono di affinare le procedure di gestione, al fine di prolungare la tutela dei lavoratori, coordinare meglio l’impiego delle diverse tipologie di ammortizzatori sociali e aderire con maggiore flessibilità e tempestività alle esigenze delle imprese.

Le parti accolgono altresì con favore la risposta all’interpello formulato al Ministero del Lavoro relativa al sistema di computo della settimana integrabile per la cassa integrazione ordinaria in edilizia e auspicano che l’INPS accolga rapidamente tale interpretazione, in coerenza con la decisione presa per l’industria lo scorso anno, proprio su indicazione delle Istituzioni e delle parti sociali firmatarie del presente documento.

 

Si conviene infine di rendere operativo il regolamento emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per consentire ai lavoratori titolari di trattamenti di sostegno al reddito l’avvio di nuove imprese.

 

Si conferma l’impegno alla concertazione delle politiche attive del lavoro che devono accompagnare i soggetti beneficiari degli ammortizzatori sociali, per perseguire la piena aderenza ai bisogni del sistema economico e sociale del territorio e in coerenza con le regole comunitarie relativamente all’utilizzo del FSE.

 

A tal fine la Giunta si impegna a confermare, nel Piano per le Politiche Attive a valere per il 2011, adeguati interventi formativi per i lavoratori che fruiscono degli ammortizzatori sociali nonché specifiche azioni di supporto e accompagnamento alle strategie di sviluppo per le imprese.

 

I piani delle politiche attive hanno come presupposto la centralità della singola persona, la valorizzazione del ruolo delle associazioni sindacali e datoriali nella definizione dei fabbisogni formativi e l’attribuzione di una funzione strategica alle Provincie.

 

Le politiche attive del lavoro sono una cerniera indispensabile fra le misure di emergenza e le strategie di sviluppo. Da un alto si tratta di salvaguardare e ricollocare sul mercato del lavoro un prezioso capitale umano; dall’altro lato è evidente che la ripresa economica passa attraverso la conoscenza e la competenza dei lavoratori.

 

Crescita e lavoro, competitività e sviluppo sostenibile

 

Le istituzioni e le parti sociali confermano “che le cause e i caratteri della crisi internazionale propongono questioni di fondo e strutturali, per l’economia globale e l’economia italiana: la necessità cioè di nuove regolazioni dei mercati finanziari, ma anche di innovazione nei modelli di sviluppo, di prodotti e di consumi, di maggiori investimenti in istruzione e ricerca; in egual modo nelle politiche economiche a livello internazionale, europeo e nel nostro Paese”.

 

Sotto questi profili, i pur necessari aggiustamenti della finanza pubblica in corso nei Paesi europei rischiano, se non accompagnati da misure di sostegno della ripresa e dell’innovazione, di non dare uno slancio sostanziale e strutturale agli ancora deboli segnali di ripresa. Anche la manovra del Governo contenuta nel decreto legge 78/2010 incorre nello stesso limite di fondo.

 

Le parti sociali prendono atto che la Conferenza delle Regioni, all’unanimità, ha giudicato insostenibili le ricadute sui bilanci regionali del decreto 78/2010.

 

Secondo le Regioni è necessario accelerare la piena applicazione del federalismo fiscale e costruire un percorso condiviso per riequilibrare la ricaduta dei tagli sotto il profilo quantitativo e qualitativo, rispettando il principio del 4° comma dell’art, 119 della Costituzione, che prevede la corrispondenza di risorse e deleghe trasferite.

 

Secondo la Regione, per l’Emilia-Romagna il decreto comporta un taglio di 780 milioni di euro nel biennio 2011-12, concentrati sull’industria, l’agricoltura, la spesa sociale, la viabilità e il trasporto pubblico locale.

Si ritiene pertanto necessario, così come richiesto dalla Conferenza delle Regioni, che attraverso un confronto Governo/Regioni sia possibile, fermi restando i saldi complessivi della manovra, concordare un riequilibrio nelle riduzioni delle risorse tra i diversi comparti della pubblica amministrazione e nello stesso tempo promuovere azioni coerenti in grado di premiare comportamenti virtuosi e meritevoli di tutte le amministrazioni.

Nei confronti delle istituzioni locali e della società regionale la Regione ribadisce il valore della sussidiarietà, della collaborazione e concertazione, della programmazione negoziata (DUP), della logica di sistema.

 

A maggior ragione, in un momento di difficile passaggio, occorre fare sistema, per condividere gli obiettivi, razionalizzare gli strumenti di azione, concentrare le risorse pubbliche e private verso la creazione di nuove imprese e di nuova e buona occupazione, verso la riconversione e il risparmio energetico, l’istruzione e la ricerca, la valorizzazione dell’ambiente, la coesione e la giustizia sociale.

 

L’uscita dalla crisi è infatti strettamente legata alla capacità di innovazione economica, sociale e istituzionale, secondo gli indirizzi contenuti nel Piano Territoriale Regionale.

 

Si tratta cioè di affrontare in modo coraggioso e costruttivo le grandi questioni dei cambiamenti demografici, dell’alterazione del clima, delle nuove politiche energetiche, dei cambiamenti della divisione internazionale del lavoro, dei cambiamenti del welfare e della qualificazione dei servizi pubblici e privati.

 

Tutto ciò richiede più che mai uno sforzo comune e una convergenza culturale e politica sulla costruzione della Regione-sistema, per avere un ruolo più forte e visibile dell’Emilia-Romagna nella rete delle regioni motore dell’Europa.

 

Il rinnovamento e il rilancio dell’industria manifatturiera, dell’agricoltura e dell’ agroalimentare, del commercio e del terziario con riferimento alle diverse tipologie d’impresa (grandi, piccole e medie imprese, artigianato, cooperazione e servizi) sono un obiettivo prioritario delle politiche regionali, che dovranno concentrarsi sul sostegno all’export e alla internazionalizzazione delle imprese e del sistema, la nascita di nuove imprese e filiere produttive (ICT, salute e scienze della vita, green economy in primis), la garanzia del credito per investimenti e liquidità, la costruzione di reti d’impresa e il trasferimento tecnologico.

 

Gli indirizzi e gli obiettivi dello “Small Business Act” costituiscono una fonte di orientamento della politica regionale, in un territorio storicamente e positivamente segnato dalla presenza della piccola e media impresa.

 

Per l’industria, le costruzioni, il terziario e il lavoro, già in questo avvio di legislatura, la Regione ha messo in campo una serie di importanti provvedimenti per il passaggio dai distretti industriali ai distretti tecnologici, le reti d’impresa, l’internazionalizzazione, la qualificazione delle imprese del turismo e del commercio, l’edilizia residenziale sociale e la riqualificazione urbana, la formazione professionale, la nascita di nuove imprese, anche cooperative.

 

Al fine di aiutare gli investimenti pubblici, nonostante la manovra del Governo restringa ulteriormente i margini di azione della Regione e delle Autonomie locali, la Giunta ribadisce l’impegno per la definizione di un patto di stabilità territoriale della finanza pubblica, che consenta la flessibilità nella gestione delle risorse, garantendo la ridistribuzione del surplus finanziario sul territorio.

 

La Regione conferma inoltre l’impegno delle risorse del POR FESR per la ricerca, l’innovazione e le reti d’impresa e le politiche energetiche; conferma la strategia e le risorse del Piano di sviluppo rurale e si propone di sostenere il commercio e il turismo con la riqualificazione urbana e la riqualificazione delle imprese ricettive; ribadisce l’attenzione per lo sviluppo della montagna e per la valorizzazione di tutto il territorio regionale.

 

Pur all’interno di un contesto difficile e in presenza di specifiche criticità, l’economia regionale ha le condizioni di base per agganciare e aiutare la ripresa e per riposizionarsi sulla scena europea e internazionale. Le previsioni del PIL, della domanda interna e delle esportazioni per il 2010 presentano il segno positivo. Le indagini svolte dalle principali associazioni imprenditoriali segnalano, accanto al permanere di importanti aree di sfiducia, soprattutto nell’artigianato e nella piccola industria, un impegno per la ripresa degli investimenti e un crescente orientamento verso investimenti per la ricerca, l’innovazione, la formazione del personale e l’ambiente.

 

Con queste premesse la Regione intende elaborare, con il concorso della comunità regionale, il secondo programma di attuazione del piano energetico e il nuovo piano delle attività produttive.

 

Ricerca e trasferimento tecnologico, istruzione e formazione lungo tutto l’arco della vita, hanno una primaria valenza strategica. Da ciò l’impegno della Giunta per una legge a favore della valorizzazione dell’autonomia della scuola e dell’Università e per un corretto orientamento professionale delle nuove generazioni, nonché l’accelerazione impressa all’avvio dei programmi di ricerca della rete dei Tecnopoli, in collaborazione con le Università e i principali centri di ricerca del territorio, per i quali si propone di costruire una governance in grado di assicurare la massima sinergia fra Università, centri di ricerca e imprese.

 

Altrettanto rilevante è la realizzazione della rete delle infrastrutture per la mobilità delle persone, il trasporto delle merci e la circolazione delle informazioni,(reti materiali ed immateriali) sia in funzione della ripresa degli investimenti e dell’occupazione, che dell’efficienza e della competitività del sistema regionale e nazionale, che potrà ulteriormente crescere anche attraverso un rafforzamento della partnership imprenditoriale pubblico/privato.

 

Le parti sociali ritengono altresì importante, per il rilancio della crescita, lo sviluppo della contrattazione decentrata, aziendale e territoriale, in cui identificare obiettivi condivisi di aumento della produttività, competitività delle imprese e valorizzazione del lavoro.

 

La sicurezza e la legalità, ivi compresa la legalità economica, sono condizioni imprescindibili di qualunque progetto di sviluppo economico e civile.

 

I soggetti aderenti al patto chiedono al Governo, alla Magistratura e ai corpi dello Stato di produrre uno sforzo straordinario, in collaborazione con la Regione e le Autonomie Locali, per contrastare il lavoro nero, l’evasione fiscale e la concorrenza sleale.

 

Nell’ambito delle proprie competenze, la Giunta Regionale presenterà all’Assemblea Legislativa un apposito progetto di legge, nel quadro di una politica rivolta, da un lato, a sostenere le misure di controllo e repressione, dall’altro, a garantire la massima trasparenza degli appalti e politiche premianti la responsabilità sociale delle aziende.

 

Istituzioni e parti sociali attribuiscono grande importanza alla efficienza della pubblica amministrazione, al taglio dei tempi e dei costi della burocrazia, al contenimento e alla qualificazione della spesa pubblica, su cui, nel corso di questi anni, in Regione a tutti i livelli della Regione il percorso è già in atto. Per tale scopo viene istituita una “task force” congiunta, con il compito di presentare entro 60 giorni dall’insediamento, una proposta tecnica al tavolo di monitoraggio sui principali nodi da sciogliere.

 

Le parti aderenti al patto ritengono infine che una corretta attuazione del federalismo fiscale, nel contesto di una rinnovata unità e solidarietà nazionale, consentirebbe di responsabilizzare i governi locali rispetto al controllo e alla qualificazione della spesa pubblica e di costruire un nuovo patto fiscale, in grado di contenere sensibilmente e contrastare sostanzialmente l’area dell’evasione e di ridurre il peso del prelievo sul lavoro, le famiglie e le imprese.

 

 

16 luglio 2010

Premesso che, ad ormai un anno dall’inizio del vostro secondo mandato, non si comprendono ancora le ragioni per cui questa Amministrazione continui a governare il territorio solo attraverso l’approvazione di singole varianti senza un preciso disegno urbanistico;

preso atto che è assolutamente evidente come il Piano Regolatore Generale del Comune di Monterenzio sia ormai saturo, visto il sistematico ricorso all’approvazione di varianti specifiche ed “Articoli 18”, si vuole sottolineare l’esigenza primaria, per lo sviluppo di questo Comune, di dotarsi di un nuovo strumento urbanistico (PSC) che, dopo una attenta analisi dello stato del territorio e dei processi evolutivi che lo hanno caratterizzato, delinei le scelte strategiche di assetto e sviluppo del nostro territorio e che nel contempo provveda a tutelare non solo l’integrità fisica ed ambientale dello stesso, ma ne conservi e sviluppi l’identità culturale.

 Il gruppo di centrosinistra esprime diverse perplessità in merito alla vostra proposta di variante urbanistica, così come già evidenziato nell’apposita commissione. Accade spesso, infatti, che si tendano a modificare situazioni urbanistiche attraverso lo spostamento di aree edificabili, senza attenzione a una visione più generale del territorio.

A nostro avviso, è fondamentale che questa amministrazione si adoperi per analizzare lo stato attuale dell’intero territorio e che adotti, di conseguenza, provvedimenti atti a garantire lo sviluppo dell’intero territorio comunale; il rischio è quello di una politica urbanistica poco attenta alla sua dimensione progettuale nonché quello di fare concessioni e/o favori a singoli senza prendere in considerazione la possibilità di ricavarne risorse economiche per lo sviluppo del territorio attraverso una già collaudata conoscenza del sistema perequativo esistente, come già successo in passato, o da altri Comuni limitrofi.

 A tal proposito, si ritiene necessario prendere atto che il PRG vigente risulta ormai inadeguato sia per scelte compiute che per l’evoluzione che il nostro territorio ha avuto nel corso di validità dello stesso e che pertanto occorra identificare un orizzonte temporale che consenta di pianificare una crescita equilibrata, sostenibile e ordinata, senza ricorrere più all’approvazione di varianti specifiche, anche se previste dalla normativa vigente. Nei fatti, queste procedure impediscono l’aggiornamento dei contenuti e delle previsioni dello strumento urbanistico, privando questo consiglio comunale, le forze politiche, le rappresentanze sociali e i cittadini della possibilità di partecipare al futuro e al ruolo strategico del proprio territorio.

 Il gruppo di Centrosinistra ritiene che solo avviando le procedure per la redazione del PSC, sia possibile costruire un quadro conoscitivo e realizzare una valutazione di sostenibilità territoriale, sociale e ambientale con una previsione urbanistica aggiornata e proiettata al futuro, in grado di interagire con il nuovo quadro economico e sociale che si determinerà.

 Per tali considerazioni il gruppo di centrosinistra esprime voto contrario e rinnova l’invito affinché venga convocata al più presto la commissione consiliare seconda con oggetto: “Mozione presentata dal gruppo consiliare Centrosinistra per Monterenzio” così come previsto dalla delibera del consiglio comunale n. 34 del 22/06/2010.

Il 20 maggio è stata presentata una nuova mozione per porre l’attenzione sulla necessità di avviare al più presto l’elaborazione del PSC e del RUE

è possibile scaricare il file qui: GRUPPO_CONSIGLIARE

Il Gruppo Consigliare, nell’ambito delle iniziative di carattere formativo e informativo al fine di qualificare la propria presenza in Consiglio e sul territorio, promuove un incontro sul tema:

La programmazione sociale e sanitaria

  • Gli strumenti
  • Le forme della partecipazione
  • Gli obiettivi

 

04 MARZO 2010 alle ore  20,30

Sala Consigliare del Comune di Monterenzio

L’incontro sarà tenuto dal  Dott. Raffaele Tomba 

Siamo lieti di allargare l’incontro alle associazioni del territorio, convinti che possa essere per tutti un’interessante occasione di crescita e di confronto, anche in ragione del contributo che ci può venire dall’esperienza di volontari e rappresentanti dei cittadini.

Nell’auspicio che accogliate il nostro invito, formuliamo i più cordiali saluti.

Centrosinistra per Monterenzio

a causa della neve l’iniziativa prevista per domani in Comune sul tema “la programmazione sociale” è stata rinviata. Comunicheremo al più presto la nuova data

Finalmente il Consiglio Comunale di Monterenzio ha discusso approfonditamente l’odg sulla crisi presentato da noi del CentroSinistra e votato all’unanimità la delibera il 22 dicembre 2009.

Per noi è un segno positivo di apertura nei confronti di un tema delicato che ha colpito numerose famiglie sul territorio di Monterenzio come la crisi economica che ha gravemente colpito anche il territorio bolognese. Contemporaneamente ci aspettiamo un impegno concreto da parte dell’Amministrazione Venturi verso le famiglie e i lavoratori colpiti.

Riportiamo qui di seguito parti della discussione e la delibera:

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  1. 72 del 22 dicembre 2009 

OGGETTO:        APPROVAZIONE ORDINE DEL GIORNO PRESENTATO DAL GRUPPO CONSILIARE CENTRO SINISTRA PER MONTERENZIO.

 IL CONSIGLIO COMUNALE

 Sentiti                   il Vice Sindaco Naldi  che legge un documento che si riporta testualmente di seguito:

 Premessa: La crisi finanziaria originatasi negli Stati Uniti a metà 2007 per effetto delle forti interrelazioni finanziarie ed economiche esistenti a livello internazionale è stata avvertita in Italia da metà settembre 2008 a seguito del default del gruppo statunitense Lehman Brothers. La violenza della crisi sfociata in un vero e proprio panico finanziario ha minato la credibilità del sistema finanziario e bancario. Le previsioni erano di una crisi lunga e dolorosa tipo 1930.

Gli effetti a livello internazionale sono stati drastici cali del PIL ed aspetto ancora più grave, un veloce aumento della disoccupazione. La risposta delle autorità monetarie e dei Governi – a livello internazionale – a più riprese è stata forte e coordinata come non mai, con misure volte a salvataggi e garanzie sulla solvibilità delle Banche stesse, rimuovendo vincoli internazionali all’espansione del debito.

In Italia, dove l’indebitamento pubblico è molto più elevato che nella media del Paesi Euro, le misure adottate, in coordinamento con gli altri Governi dell’Euro, sono note e volte alla tenuta della credibilità del sistema Bancario e finanziario, a qualche sostegno al mondo delle imprese e all’ampliamento del sistema degli ammortizzatori sociali per fare fronte all’aumento della Cassa integrazione ordinaria e straordinaria ed assicurare risorse a coloro che presumibilmente hanno il posto di lavoro a rischio. Ciò è stato fatto in deroga ai limiti di indebitamento vigenti dagli accordi Euro.

Il nostro punto di vista è sicuramente parziale e insufficiente anche per una sola sintesi della grave crisi che pare alle nostre spalle almeno per la parte più dura e cruenta. Ad ogni modo sulla base delle rilevazioni statistiche internazionali, l’Italia, da recenti dati, avrebbe una situazione economica in cui la disoccupazione sarebbe all’8,2% (inferiore alla media dei Paesi Euro 9,8%) e inferiore al dato degli USA 10%. A titolo informativo in Spagna ad ottobre scorso la disoccupazione è data al 19,3%. In termini di PIL si prevede in Italia per il 2009 una contrazione del 4,6%, nell’area Euro del -4,1%, negli Usa -2,5%.

Non ci sentiamo di affermare che siamo fuori della crisi economica, tuttavia a livello internazionale già di parla di coordinare politiche di exit strategy; probabilmente dovremo affrontare il risanamento del bilancio pubblico, fare i conti con una economia che avrà bisogno di tempo per riassorbire la forza lavoro espulsa o in cassa integrazione.

Monterenzio e la crisi.

Oramai ciò che succede dall’altro capo del globo, in un battibaleno è ribaltato su tutti noi. Effetti emulativi di pessimismo e di comportamenti prudenziali sono scontati a fronte di notizie negative.

A Monterenzio non abbiamo –purtroppo- la presenza di un settore industriale ad assorbimento della forza lavoro locale che è costretta al pendolarismo verso la città di Bologna e dintorni. Gli ultimi dati di fonte provinciale danno a Monterenzio poco più di 200 persone in cerca di occupazione, non sono tante ma neanche poche; non abbiamo dati sui lavoratori di Monterenzio in cassa integrazione, pertanto ci si affida al termometro della conoscenza diretta del territorio e dei nostri servizi sociali.

La presenza di un Istituto Bancario locale, sensibile alle problematiche sociali, è garanzia di attenzione alle problematiche economiche e sociali e di veicolazione delle politiche di sostegno e incentivo emanate dalle autorità governative, regionali, provinciali o frutto di accordi fra le varie Organizzazioni economiche e le rappresentanze dei lavoratori, famiglie e pensionati.

Gli effetti della crisi economica si sono riflessi anche sul bilancio comunale con maggiori difficoltà rispetto al passato per garantire il rispetto del patto di stabilità interno per il 2009 (pur in presenza di un meccanismo del quale chiediamo la modifica da parte governativa) ed un bilancio obbligatoriamente in pareggio per il 2010. Subiamo i vincoli e constatiamo di non poter andare maggiormente incontro ai nostri cittadini con politiche, nel nostro piccolo, anti-crisi; forte è comunque stata l’attenzione a qualificare la spesa.

Avviandomi verso la conclusione, senza entrare nello specifico delle attività svolte dal Comune, tramite i servizi sociali, che saranno trattate dal sig. Sindaco, indico alcune risposte alle domande poste dall’odg:

-         mantenere, qualificare e possibilmente aumentare i servizi a livello comunale e distrettuale con riguardo alle fasce di popolazione economicamente deboli;

-         mantenere alta l’attenzione ed il confronto con le parti sociali e imprenditoriali al fine di rafforzare la capacità di risposta alla crisi e alla trasformazione economica in atto;

-         procedere alla costituzione della Consulta Comunale Tematica delle Attività Produttive che ha fra i suoi scopi l’obiettivo di rafforzare il sistema delle nostre poche imprese locali, tutelare e sviluppare i posti di lavoro, di conseguenza dare maggiore sicurezza alle famiglie, veicolare le varie iniziative di contrasto alla crisi economica assunte sui tavoli di concertazione nazionali, regionali, provinciali, ecc.. Per rendere più completo il ruolo della Consulta Tematica, non vedo ostacoli ad includere anche rappresentanti dei lavoratori;

-         sviluppare a livello Comunale, coinvolgendo all’occorrenza la Commissione Bilancio e Attività Produttive, approfondimenti e monitoraggio dell’evoluzione di questa crisi, compatibilmente alle risorse e mezzi disponibili;

-         impegnarci a destinare, nei prossimi anni di questo mandato, maggiori risorse agli investimenti, anche quale volano anticrisi, a sostegno delle imprese, dei posti di lavoro locali e per lo sviluppo del nostro Comune;

-         mantenere alta l’attenzione degli operatori economici locali e dell’Amministrazione Comunale, ricercando e promuovendo accordi e protocolli con il sistema Bancario ed il Sistema dei Consorzi fidi, aventi riferimento al nostro territorio.

Su quanto sopra si chiede l’approvazione politica del Consiglio Comunale e l’azione gestionale della Giunta Comunale.

                            il Sindaco che legge un documento passando in rassegna tutta una serie di azioni positive portate avanti dall’amministrazione comunale per fronteggiare il momento di crisi economica e sostenere le famiglie e i singoli in difficoltà che si trascrive letteralmente di seguito:

 Aumentate le ore dell’Assistente Sociale fino a 36 settimanali proprio per far fronte in maniera più adeguata alle esigenze dei cittadini con difficoltà diverse, fino a due anni fa erano 16 ore settimanali.

+ aumento di ore 12 di una ulteriore oss per il servizio di assistenza domiciliare.

+ una collega a 36 ore per i servizi sociali. Quindi i servizi sono stati implementati a favore comunque dell’utenza !!!

Complessivamente le ore di assistenza che erano 52 settimanali ( 36 oss + 16 ass. ) sono diventate 84, con un incremento del 65%.

Le ore di ufficio invece sono esattamente raddoppiate, con l’inserimento di una nuova impiegata.

 I servizi sociali già nello svolgimento del loro compito, provvedono a rispondere anche a richieste di integrazione economica a sostegno di mancato reddito familiare, come da specchietto:

 L’A.C. ha già provveduto nell’anno 2009 ad erogare €.10.713,00 di BONUS PER L’ASILO NIDO, (precedendo la normativa regionale sui VOUCHER) quale compartecipazione economica dell’Ente a sostegno delle responsabilità familiari e che è previsto anche nel bilancio 2010 lo stesso ammontare per far fronte al nuovo bonus nido regionale e alle spese che i genitori di ogni ordine e grado di scuola  assumono;

 le tariffe dei servizi a domanda individuale state rimodulate per consentire riduzioni di costi alle fasce deboli. In particolare i servizi EXTRA/scolastici DIVENTERANNO a domanda individuale con conseguente riduzione dei costi all’utenza.

 Per i servizi EXTRAscolastici il bilancio 2010 prevede € 25.000 a riduzione dei costi delle famiglie per l’anno scolastico attuale come l’anno scorso ci sono i 10.000 per Senza il Banco, più € 15.000 previsti per il prossimo anno scolastico.

 C’è inoltre da considerare che il servizio di refezione ha visto recentemente il passaggio dal 30% al 70% (la normativa dice in misura prevalente), con un aggravio di costi di € 20.000.

 4° sezione, questo servizio ha un costo di € 43.000 annui di gestione, ai quali và aggiunta la spesa di € 23.000 per gli arredi. Le entrate previste sono di € 34.000. Un ulteriore sforzo economico, e anche politico…. Finalizzato comunque a dare sollievo alle famiglie, specialmente in un momento difficile come questo.

 In sostanza, a fronte di un aumento minimo di costi per l’amministrazione di € 65.000 ( dovranno aggiungersi a questa cifra l’aumento delle spese di scodella mento e probabilmente ulteriori risorse dovuto alla trasformazione a domanda individuale dei servizi extrascolastici), è previsto in bilancio un ritorno a carico delle famiglie di complessivi € 5.000, appena un 5% (trattandosi di servizi a domanda individuale la normativa prevedrebbe una contribuzione minima del 36%, ma per non pesare troppo sulle famiglie abbiamo deciso di non incrementare ulteriormente.

Il Comune eroga anche per il 2010 € 50.000 come contributo sugli affitti, di cui € 20.000 prelevati dal nostro bilancio ed € 30.000 come contributo della regione.

precisato che la regione dà solo il 18% di quanto dovrebbe dare, mentre il comune dà il 100%. La norma dice che il comune dovrebbe dare la medesima percentuale della regione, ma noi abbiamo sempre mantenuto inalterato il nostro 100%.

 Gli spazi protetti in case di riposo a Monterenzio non esistevano, oggi ne abbiamo complessivamente 11. Questa è stata una conquista politica a livello distrettuale.

 Ricoveri di sollievo ( temporanei e a costo ridotto ) da nessuno a 6 attuali. Opzione che fanno in tutti i comuni, ma con le 12 ore di assistenza sociale del 2003 non c’era lo spazio per rispodere così energicamente ai bisogni.

 MEDIANTE LE POLITICHE DISTRETTUALI, ABBIAMO MESSO IN BILANCIO 2010 due ulteriori capitoli che riguarderanno il FONDO DI SOLIDARIETA’SOCIALE …ho chiamato così il capitolo per avere più libertà di azioni …in realtà sono i contributi del FRNA fondo regionale per la non autosufficienza ) e le MISURE PACCHETTO ANTICRISI ( per un totale di circa €.18.000,00)  al fine di sostenere le famiglie che in conseguenza della crisi economica e occupazionale attualmente in  corso e alle relative cadute di reddito, si trovino in condizioni di nuova povertà. Tali azioni, di contrasto alla crisi,

1) saranno mirate al sostegno al reddito per i nuclei in situazione di temporanea difficoltà a causa dell’espulsione dal mondo del lavoro di uno o più membri, agli anziani e alle persone non autosufficienti prevedendo nei PAI ( piani assistenziali individuali ) la massima attenzione ai nuclei familiari di riferimento della persona in relazione alla crisi,

2) si indirizzeranno al sostegno della genitorialità e agli impegni di cura verso i figli per le famiglie a rischio di povertà/emarginazione

3) saranno rivolte a tutela dei minori a rischio di abbandono, maltrattamento e violenza in quanto il legame tra l’insorgenza delle difficoltà economiche,  l’insoddisfazione  nello svolgimento dei propri compiti familiari e/o l’incapacità di gestire la cura ed il rapporto con i figli può determinare anche le situazioni gravi di cui sopra.

Lo vedremo meglio nell’apposita delibera

Quale sostegno psicologico delle famiglie e dei cittadini, l’Ente ha attivato soprattutto con risorse proprie sia a Scuola che sul territorio, due SPORTELLI D’ASCOLTO. (il costo complessivo è di circa € 90.000, per le famiglie è completamente gratuito) Quello relativo alla scuola è curato dall’ausl grazie a trasferimenti comunali, quello sul territorio è integrativo e si rivolge agli adulti che hanno difficoltà diverse ( il sostegno psicologico/morale è importante ) ed è pagato dall’ente grazie ad un progetto che con ogni probabilità diventerà distrettuale.

 LE STESSE AGEVOLAZIONI PREVISTE DAL SISTEMA SGATE (contributi Enel , gas, acqua ) sono capillarmente seguite dall’ufficio dei servizi sociali in quanto si provvede ad inviare per posta la debita pubblicizzazione a tutti coloro che ne abbiano i requisiti base ISEE. Questa operazione di pubblicizzazione  capillare non è fatta da nessun altro comune del distretto. Tieni presente che il servizio scrivente , svolgendo la funzione a favore dei cittadini di aiuto per la compilazione DSU –ISE e rilascio attestazione  ISEE, ( e di nuovo questa operazione, non è svolta da nessun comune ) ha una conoscenza DIRETTA DELLE SITUAZIONI DI SVANTAGGIO.

 1)Borse lavoro?  6 nel 2008 e 2 nel 2009 ( di cui 4 assunzioni con regolari contratti di lavoro ) prima non c’erano

 2)Progetto abitare assistito? Contratti in corso anno 2009 = 11  nel 2008 = 5 = nel 2004 0 (zero)

 3)Assegni di cura? Dai 7 assegni di cura del 2004 ai 25 nel 2008 ai 37 del 2009

 Ovviamente i servizi dei quattro punti di cui sopra, tutti i comuni li attivano ma il valore aggiunto, è che da 16 ore del 2004 l’Assitente Sociale poi a 20 poi a 36 dall’1.04.2008, riesce a portare avanti! )

 Dai 4 Telesoccorso agli attuali 34 ( 30 Beghelli )

Convenzione Pubblica Assistenza ( casi sociali e casi sanitari ) €.20.000 + emergenza H24!!! – n. 300 servizi di trasporto o visite gratuite ai meno abbienti.

 La semplice contribuzione per il contributo diretto relativo al pagamento di utenze o sostentamenti di emergenza, è passato dagli € 6.900 del 2005 agli € 15.000 del 2009

  il consigliere Cocchi che apprezza l’analisi e gli intendimenti prospettati dall’Assessore Naldi e il sostegno alla Comunità che ha evidenziato l’intervento del Sindaco, tuttavia ritiene che tali misure non siano sufficienti per sostenere 200 persone che hanno perso il posto di lavoro sul territorio nell’arco del 2009;

  il consigliere Tamanti che invita i colleghi consiglieri a ragionare in maniera pragmatica in merito alla questione sociale e al  connesso disagio economico che stanno vivendo molte famiglie. Continua affermando che l risposte alla crisi vanno affrontate giorno per giorno anche ponderando ed esaminando le istanze promananti dai cittadini, fermo restando l’impegno e la volontà di ascoltare e discutere su ogni proposta, spunto, piuttosto che idea innovativa che dovesse provenire dai banchi della  minoranza consiliare;

   il consigliere Magrini che ritiene sarebbe necessario creare le condizioni di sviluppo e di stabilità economica dei nostri cittadini e non attendere interventi fatti ad hoc a fronte delle domande di sostegno avanzate da chi ha bisogno. Bisognerebbe fare un ragionamento tutti insieme anche con le rappresentanze  delle parti sociali per fotografare la situazione del tessuto sociale e pensare a dei rimedi opportuni ed adeguati. Esorta ad ampliare il ragionamento. Dichiara infine che la crisi vera esplicherà suoi effetti più vistosi e pericolosi nel corso 2010 in quanto la cassa integrazione iniziata nel 2009 andrà ad esaurirsi senza che il governo abbia previsto altra tipologia di  ammortizzatori sociali.

   il Sindaco che propone di istituire una commissione per affrontare la problematica della crisi al fine di proporre rimedi;

 Visto                    l’ordine del giorno proposto dal Gruppo Consiliare Centro Sinistra per Monterenzio in merito all’attuale crisi;

 Acquisito              il parere favorevole di cui all’art. 49, comma 1, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 espresso dal Responsabile dell’Area “Affari Generali ed Istituzionali” in ordine alla regolarita’ tecnica;

 Con n. 15 presenti, il voto favorevole di n. 15 consiglieri, nessun  voto contrario e nessun astenuto, espresso nelle forme di legge;

 D E L I B E R A

  1.  di mantenere, qualificare e possibilmente aumentare i servizi a livello comunale e distrettuale con riguardo alle fasce di popolazione economicamente deboli;
  2.  di mantenere alta l’attenzione ed il confronto con le parti sociali e imprenditoriali al fine di rafforzare la capacità di risposta alla crisi e alla trasformazione economica in atto;
  3. di procedere alla costituzione della Consulta Comunale Tematica delle Attività Produttive che ha fra i suoi scopi l’obiettivo di rafforzare il sistema poche imprese locali, tutelare e sviluppare i posti di lavoro, di conseguenza dare maggiore sicurezza alle famiglie, veicolare le varie iniziative di contrasto alla crisi economica assunte sui tavoli di concertazione nazionali, regionali, provinciali, ecc.. Di prevedere tra i componenti della Consulta anche rappresentanti dei lavoratori; 
  4. di sviluppare a livello comunale, coinvolgendo all’occorrenza la Commissione Bilancio e Attività Produttive, approfondimenti e monitoraggio dell’evoluzione di questa crisi, compatibilmente alle risorse e mezzi disponibili; 
  5. di destinare, nei prossimi anni di questo mandato, maggiori risorse agli investimenti, anche quale volano anticrisi, a sostegno delle imprese, dei posti di lavoro locali e per lo sviluppo del nostro Comune; 
  6. di mantenere alta l’attenzione degli operatori economici locali e dell’Amministrazione Comunale, ricercando e promuovendo accordi e protocolli con il sistema Bancario ed il Sistema dei Consorzi fidi, aventi riferimento al nostro territorio.

  Successivamente, con il voto favorevole di n. 15 consiglieri, nessun voto contrario e nessun astenuto espresso nelle forme di legge il presente atto si rende immediatamente eseguibile ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 134, comma 4, del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

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Per ulteriori approfondimenti leggi il nostro o.d.g: http://centrosinistramonterenzio.wordpress.com/2010/01/20/o-d-g-finanziaria-2010/

Il 16 dicembre il Gruppo CentroSinistra per Monterenzio ha presentato al Sindaco Venturi una mozione sulla finanziaria.

Alla base del nostro ragionamento ci sono in particolare i recenti movimenti e iniziative intraprese da numerosi comuni italiani, con amministrazioni politicamente diverse fra loro, per far fronte alle difficoltà enormi imposte dalla finanziaria e aggravate dalla recente crisi economica.

Il nostro impegno è verso gli elettori e la coerenza politica ci porta a sostenere le famiglie e i lavoratori in difficoltà ed è stato confermato e sostenuto in fase di bilancio preventivo a Monterenzio.

Per ulteriori approfondimenti vedi l’articolo sul bilancio: http://centrosinistramonterenzio.wordpress.com/2010/01/19/un-bilancio-preoccupante-che-non-si-poteva-approvare/

Riportiamo di seguito la mozione:

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Con il presente Ordine del Giorno il Gruppo Consigliare intende portare all’attenzione del Consiglio e della comunità di Monterenzio, l’iniziativa che l’Anci nelle sue diverse articolazioni ha dovuto assumere con l’intento di modificare una Legge Finanziaria. 

      In queste ore la Legge Finanziaria, è stata approvata dal Parlamento con un voto di “fiducia” pur in assenza di un comportamento ostruzionistico dell’opposizione. 

      I risultati della Legge Finanziaria, sono stati giudicati, molto negativamente dai Sindaci seppur provenienti da schieramenti politici diversi. 

      Il Gruppo condividendo sostanzialmente i contenuti delle proposte dell’Anci, (Odg Consiglio Nazionale dell’ Anci 10dicembre 2009). 

Invita il Sindaco e la Giunta: 

      A sostenere la mobilitazione attraverso la promozione di una specifica iniziativa d’informazione e dibattito, rivolta al Consiglio e alla cittadinanza, per informare della grave situazione che si è venuta a verificare, con questa Legge Finanziaria. 

      Di valutare la situazione d’incertezza che si è venuta a determinare per la compilazione del bilancio considerato che i provvedimenti nazionali sono ancora incompleti, manca ad esempio il “Il mille proroghe di fine anno” e siamo in presenza della richiesta dell’Anci di prorogare l’approvazione dei bilanci al 30 Aprile 2010. 

      Di prevedere nella gestione del bilancio 2010, che le quote dell’ICI sulla prima casa, che non sono state ancora integralmente trasferita dal Governo ai Comuni, siano considerate, come credito di competenza, che siano collocate in un fondo, che potremmo definire, “Contro la Crisi” e prevederne un suo utilizzo, per: 

      Sostenere quella fascia di popolazione, famiglie e persone, che sono e verranno a trovarsi in difficoltà economiche, (disoccupati, cassaintegrati ecc.) e nell’accesso ai servizi.  

      Questo fondo potrà essere integrato dalla quota di risorse, (per accesso a inizio lavori, circa 40.000 euro) proveniente dal possibile accordo per l’implementazione del nuovo Parco Eolico, siano utilizzate a sostenere quelle realtà produttive, artigianali agricole e commerciali, in difficoltà. 

      Che tale scelta sia compiuta anche in conformità ad auspicabili accordi sindacali con le associazioni di rappresentanza sociale ed economica. 
 

Un cordiale saluto. 
 Monterenzio li, 16-12-09 
 
                                                       P/ Il Gruppo Consigliare – Guido Calzolari

 

I Consiglieri di minoranza votano contro il bilancio preventivo 2010 e poliennale 2010-2012 del Comune di Monterenzio.

 I motivi del voto contrario sono molteplici ma vogliamo sottolineare in particolare:

-  l’influenza negativa della precedente amministrazione, in continuità con quella attuale, nell’ambito delle scelte e della correttezza dei dati informativi

-  la mancata previsione di una situazione di crisi, che non ha consentito un adeguato sostegno alle famiglie e alle imprese

-  disattesa delle promesse fatte in campagna elettorale

-  il crollo del Piano degli Investimenti

 Facciamo seguire una breve analisi con le nostre valutazioni:

 Spese in conto capitale

(investimenti che il Comune intende finanziare nel corso dell’anno o del triennio)

 Nel triennio 2009-2011, all’interno del  Piano degli investimenti erano previsti 9.681.000€, di cui ben 5.861.000 € solo nel 2009; ad oggi ne sono stati impegnati 1.756.000 €, pari al 29,97% dell’intero piano.

Inoltre, eliminando la voce di spesa relativa all’intervento di Monte Bibele – previsto per il 2009 ma non ancora iniziato – i programmi d’investimento si realizzeranno nella misura del 7,78%, pari 456.442 €. Questo comporterà inevitabilmente uno slittamento degli interventi nel prossimo triennio.

 Rileviamo, inoltre, una considerevole riduzione delle risorse a disposizione per il triennio 2010-2012 rispetto alle previsioni fatte nel 2009 (il 24,47% in meno): tutto questo renderà ancor più precaria la realizzabilità degli interventi, con evidenti conseguenze depressive per il territorio, la comunità e l’economia.

Ogni commento toglie qualcosa alla verità dei numeri.

 Spese correnti

(riferite al funzionamento dei pubblici servizi)

 L’incremento delle entrate, assicurando però sostanzialmente gli stessi servizi, è stato ricercato attraverso l’aumento delle fasce di reddito, che comporta per alcuni una leggera diminuzione nelle contribuzioni, ma per altri un aumento più sostanzioso. L’affidarsi allo strumento ISEE, per rispondere ad un minimo di equità, non elimina il fatto che in un momento in cui si dovrebbero sostenere i consumi delle famiglie, si va nella direzione esattamente opposta.

 Teniamo anche conto del fatto le regole previste in Legge Finanziaria, non hanno penalizzato in modo traumatico gli equilibri di bilancio del nostro comune che, anzi, ha beneficiato di una riduzione dell’entità del proprio contributo agli equilibri di finanza pubblica nazionale in quanto ente “cosidetto” virtuoso. Sottolineiamo “cosidetto” perché i parametri che classificano gli enti meritevoli di sanzioni o premi, non sono idonei a rappresentare la solidità della struttura del bilancio, né la virtuosità dell’azione amministrativa. Infatti dal “Sole 24 Ore” leggiamo che, “con questi sofismi contabili, saranno premiate città come Palermo e Catania, e sanzionate città come Brescia, Cremona, Varese”.

 Per questo abbiamo sempre sostenuto che per assicurare un equilibrio finanziario stabile, serve andare in profondità alla situazione socio-economica dell’Ente.

 Non è nostra intenzione fare della polemica sulle cose dette in campagna elettorale: la valutazione etica di queste scelte è nelle mani dei cittadini.

Ciò che faremo è cercare di comprendere se le promesse fatte erano frutto di scarsa informazione rispetto alle tendenze e alle risorse sia della spesa corrente che di quella in conto capitale, di una loro erronea valutazione oppure di altro.

 Per queste serie motivazioni abbiamo scelto di votare contro a questo bilancio, che taglia sugli investimenti, aumenta le imposte a carico delle famiglie e disattende le promesse elettorali. 

 Per un approfondimento rimandiamo all’articolo del capogruppo Guido Calzolari “Appunti per una dichiarazione di voto”:  Appunti_per_Bilancio_2010gc 19-01-10

Per Approfondimenti vedi anche il nostro articolo di presentazione dell’ODG sulla CRISI: Ordine del giorno crisi_ott.09

sarà un Consiglio molto importante, ben 18 punti di o.d.g, con la discussione e votazione del Bilancio Preventivo 2010 e Pluriennale 2010-2012 e finalmente, del nostro ordine del giorno sulla crisi e mozioni del CentroSinistra per Monterenzio.

Qui sotto la convocazione:

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OGGETTO: CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE.

Si comunica che, ai sensi degli articoli 39, 3° comma e 50, 2°  comma, del Decreto Legislativo 267/2000 e dell’art. 9, 3°comma, del vigente Statuto Comunale e del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari, il Sindaco convoca il Consiglio Comunale in 1^ convocazione per il giorno

MARTEDI’  22  DICEMBRE   2009  alle  ore   20.30

nella sala del Consiglio Comunale presso la Sede Municipale, per discutere il seguente ordine del giorno:

  1. Interpellanze, interrogazioni, comunicazioni, mozioni, o.d.g. eventuali;
  2. Approvazione ordine del giorno presentato dal Gruppo Consiliare Centro Sinistra per Monterenzio;
  3. Mozione.presentata dal gruppo Consiliare Centrosinistra per Monterenzio;
  4. Approvazione verbali sedute precedenti del 24.11.2009 e del 3.12.2009;
  5. Approvazione del Regolamento per l’applicazione della tariffa del servizio di gestione dei rifiuti urbani;
  6. Modifica al Regolamento per l’applicazione dell’Imposta Comunale sugli Immobili (I.C.I.);
  7. Imposta comunale sugli Immobili (I.C.I.) per l’anno 2010;
  8. Definizione misura percentuale dei costi complessivi di tutti i servizi a domanda individuale;
  9. Approvazione Regolamento per l’applicazione dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche;
  10. Modifiche ed integrazioni al Regolamento ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) ed approvazione criteri di applicazione delle rette di refezione e trasporto scolastici;
  11. Approvazione Regolamento del Servizio di Assistenza Domiciliare;
  12. Piano generale di sviluppo;
  13. Approvazione bilancio di previsione esercizio 2010, corredato della relazione previsionale e programmatica 2010-2012, del bilancio pluriennale 2010-2012 e del programma delle opere pubbliche ed approvazione bilancio esercizio 2010, corredato della relazione previsionale e programmatica 2010 – 2012, del bilancio pluriennale 2010 – 2012 dell’Istituzione Situla;
  14. Elezione Revisore dei Conti;
  15. Approvazione Protocollo di Intesa per la realizzazione di un nuovo elettrodotto in singola terna a 380Kv tra le stazioni elettriche di Colunga (BO) e Calenzano (FI) e opere connesse: tratto ricadente in Emilia-Romagna;
  16. Delega all’Unione Montana dei Comuni Valli Savena-Idice della nomina e delle funzioni della commissione intercomunale per l’edilizia residenziale pubblica;
  17. Approvazione integrazione al Piano Attuativo 2009 del Distretto di San Lazzaro di Savena;
  18. Approvazione schema di convenzione fra la Provincia di Bologna e il Comune di Monterenzio per la gestione coordinata nel quinquennio 2010/2014 delle funzioni afferenti l’istruttoria e l’approvazione dei piani di sviluppo aziendale e/o piani di riconversione e ammodernamento (P.R.A.) nelle zone agricole.

IL SINDACO

(Giuseppe Venturi)

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