Il consiglio comunale
PREMESSO CHE
- il Comune di Monterenzio è impegnato nel potenziamento dei servizi extrascolastici ed educativi, sia a livello qualitativo che quantitativo, al fine di corrispondere alle esigenze della cittadinanza e garantire il pieno godimento del diritto;
- da tempo è avviato un percorso di collaborazione tra maggioranza e minoranza consigliare, tra Comune, Scuola e Comitato dei genitori, attraverso le apposite commissioni e riunioni, alla ricerca di soluzioni che permettano di far fronte alle emergenze derivanti dalla contrazione degli organici del personale statale;
- maggioranza e minoranza consiliare sono concordi nel testimoniare la forte preoccupazione rispetto ai tagli all’Istruzione e agli Enti Locali, che penalizzano fortemente il diritto allo studio e l’offerta formativa, e nell’impegnarsi a cercare insieme occasioni e sedi di confronto e di progettazione su questi temi;
- gli assessori alla Scuola dell’Ambito territoriale n. 6 della provincia di Bologna hanno sottoscritto un documento unitario, presentato alla stampa e inviato agli organi centrali e periferici del Ministero dell’Istruzione, agli assessori regionale e provinciale e ai dirigenti scolastici dell’Ambito 6;
CONSIDERATO CHE
- la riduzione degli organici disposta per effetto delle norme nazionali ha determinato situazioni di disequilibrio, soprattutto ai danni delle scuole con un solo corso, dove non sono presenti sezioni di tempo pieno, come nelle nostre due scuole primarie del Capoluogo e di Pizzano;
- la riduzione degli organici del personale docente e non docente rende difficile garantire il tempo scuola di 30 ore a tutti gli alunni e l’assistenza alla mensa nei giorni di rientro;
- è prevista una sola sezione di classe prima, presso la locale Scuola Secondaria di II Grado, con 31 alunni iscritti, dei quali 4 certificati e che tale soluzione contrasta sia con le norme sulla sicurezza, sia con la tutela dell’handicap e del diritto allo studio per la generalità degli studenti iscritti;
PRESO ATTO
-
che la richiamata contrazione degli organici ricade pesantemente sul bilancio comunale, per i previsti interventi sostitutivi, seppure limitati all’assistenza al pasto e al potenziamento del doposcuola;
-
che le incertezze facenti seguito alle decisioni degli uffici scolastici provinciale e regionale, in applicazione delle norme nazionali, stanno creando disorientamento nella cittadinanza e rendono difficile, per il nostro Comune, la programmazione della spesa per servizi scolastici ed educativi;
APPROVA E FA SUO
- l’allegato documento sottoscritto dagli Assessori dell’Ambito 6 della provincia di Bologna;
INVITA LA GIUNTA E L’AMMINISTRAZIONE TUTTA
- a manifestare nelle sedi opportune l’adesione al contenuto del richiamato documento;
- a sostenere la ricerca di soluzioni di riequilibrio fra scuole della nostra Provincia, in modo da ridurre le sperequazioni che si sono determinate a vantaggio delle istituzioni scolastiche con elevato numero di sezioni di tempo pieno;
- a coinvolgere i cittadini e la scuola nella ricerca di interventi compensativi praticabili, per ridurre i disagi che la richiamata contrazione degli organici determinerà alle famiglie degli alunni iscritti alle scuole del nostro Comune, rimanendo fermi nella convinzione che sia obbligo e prerogativa di Stato, Regioni ed Enti Locali adoperarsi per garantire un efficace servizio scolastico pubblico.
documento situazione scuola Ambito 6
Gli assessori all’Istruzione dei Comuni di:
Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Ozzano dell’Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena
riuniti in Conferenza Territoriale d’Ambito 6, in merito agli effetti prodotti dai tagli agli organici dei docenti e del personale ATA sull’intero sistema d’Istruzione Territoriale, poiché, ad oggi, non si prevedono risorse aggiuntive del personale in Organico di Fatto, denunciano la forte preoccupazione per la riduzione dell’offerta formativa, del pubblico servizio ed esprimono la loro contrarietà in merito alle scelte programmatorie compiute, che ritengono penalizzino fortemente alcune realtà più di altre.
Per il prossimo anno scolastico, purtroppo, la difficile situazione economica degli EE.LL., conseguenza dell’ultima manovra finanziaria e del Patto di Stabilità, non permetterà loro, come in passato, supplendo al ruolo dello Stato, di sostenere economicamente la Scuola Pubblica, garantendo così la risposta ai bisogni e alle richieste delle famiglie. A queste, perciò, sarà chiesto di contribuire economicamente al funzionamento delle Istituzioni Scolastiche Autonome.
La Costituzione prescrive l’obbligo scolastico come un impegno, da parte dello Stato, per garantire il diritto all’istruzione. Oggi questo diritto non appare più garantito, sia per il servizio scolastico in sé, sia per i servizi extrascolastici ad esso connessi che ne dovrebbero facilitare la fruizione.
In ogni territorio e nei comuni della montagna, più che altrove, la Scuola è il primo luogo di socializzazione, dell’incontro e della conoscenza dell’altro. La Scuola pubblica svolge sempre un ruolo fondamentale di coesione sociale e di promozione del senso di comunità.
Allarma, perciò, la consistente contrazione delle risorse di personale e finanziarie, per gli effetti negativi che produrrà sull’offerta formativa, sul tempo scuola e sui curricula di studi dei ragazzi.
Allarmano altresì:
Il congelamento delle sezioni a Tempo Pieno – un modello educativo che in questi anni ha rappresentato un punto di qualità della scuola pubblica – nonostante un aumento di richiesta da parte delle famiglie;
il congelamento dei posti di sostegno, nonostante un aumento degli alunni certificati, e la tendenza a formare classi con un elevato numero di alunni, in contrasto con gli Accordi di Programma e la normativa vigente (Legge 104/92);
la presenza nei territori di montagna di pluriclassi;
la soppressione delle attività laboratori ali;
la programmazione della rete scolastica non corrispondente ai bisogni e alle domande del Territorio, la formazione di sezioni e di classi che per numero violano le norme vigenti in materia di sicurezza,
il disconoscimento del tempo mensa come tempo scuola educativo;
la negazione del Diritto allo Studio per tutti quei giovani adulti usciti prematuramente dai percorsi scolastici e per gli stranieri, conseguenza dei tagli ai C.T.P.;
la riduzione del personale ATA che pregiudica il servizio delle pulizie e che, non potendo garantire un’idonea vigilanza degli spazi, compromette la sicurezza scolastica.
Questi gli effetti generati dalla cosiddetta riforma che preoccupa e sgomenta per le gravi conseguenze che avrà sulle comunità locali e sul futuro del Paese, che mette a repentaglio la qualità dell’intero sistema scolastico del Territorio.
A cosa pensare e su cosa insistere maggiormente per ridurre gli effetti negativi citati:
-
formazioni di classi con numero ridotto di studenti in presenza di allievi disabili;
-
numero sufficiente di insegnanti di sostegno così come richiesto dalle scuole;
-
finanziamenti adeguati alle Autonomie scolastiche per il pagamento delle supplenze;
-
attenzione e risorse dedicate alle scuole della montagna che, più di altre, rischiano una forte riduzione dell’offerta formativa e il conseguente impoverimento delle opportunità di sviluppo dei territori.